AMOROSI ASSASSINI…#recensione

VALERIA PERDONÒ Ars Creazione e Spettacolo AMOROSI ASSASSINI /

di Valeria Perdonò

Fili del telefono, guanti di lattice, un sacco portabiti e un cassonetto della spazzatura. Inizia con un pugno nello stomaco lo spettacolo di Valeria Perdonò nato a partire dalla lettura di Amorosi Assassini, un saggio che raccoglie episodi di violenza sulla donne avvenuti nel 2006. La storia che l’attrice e regista decide di raccontare è quella di Francesca Baleari, l’unica sopravvissuta a un tentato omicidio.
Una mattina di un giorno qualunque la donna, una trentaquattrenne di Macerata, apre la porta e ad accoglierla un vassoio di pasticcini e l’ex marito che, dopo averla soffocata, la getta tra i rifiuti dell’immondizia. Francesca per miracolo (e un ricovero ospedaliero tempestivo) esce dal cassonetto e risorge dolorosamente a una nuova vita. Il marito, all’epoca direttore del Teatro di Macerata, finisce agli arresti domiciliari in una clinica con vista mare, a una manciata di passi dalla vittima. Lo spettacolo-inchiesta di Valeria Perdonò parte da un sentimento di rabbia per le risposte di una tribunale capace di liquidare la responsabilità del carnefice come “un raptus”, “un’incapacità di intendere e volere”. Chi farà giustizia a Francesca? Chi chiamerà la violenza con il suo vero nome? Chi ricorderà all’uomo il limite della sua libertà? Nello spettacolo l’attualità diviene necessaria premessa di una riflessione che travalica, però, i confini della vicenda singolare per affrontare un tema delicato quanto spinoso come la violenza di genere. La narrazione è ora testimonianza diretta, ora cronaca anatomica, ma anche dibattito e reading poetico – si parte da Esiodo per arrivare a Gaber e De Andrè, passando per Alda Merini –  in una sapiente miscela che alterna momenti di grande tensione a note ironiche e leggere. A stemperare la narrazione ed equilibrare il tutto essenziale è l’accompagnamento di Marco Sforza che al pianoforte accompagna una camaleontica Perdonò e duetta con lei ben oltre la partitura musicale. Con Amorosi Assassini si arriva in profondità, anche ridendo. Risposte – sembra suggerire l’autrice – è difficile darne, ma non si deve rinunciare alla testimonianza e alla presa di coscienza. Forse un amore può vincere anche la morte, ma non può essere violento. In nessuna forma o tempo.

Alessandra Cioccarelli

foto DissolvenzeLab (Pedro Almeida)

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