Arkadina Teatro – L’amore in scatola

Identikit
L’indagine della complessità dell’amore e delle sue complicazioni dolorose sembra essere un punto fermo nel percorso teatrale di Daiana Tripodi. Dopo Intra a’ Medea, rivisitazione e riscrittura in calabrese della Medea di Euripide, l’attrice si avvicina a un altro grande classico, sebbene non teatrale, I demoni di Dostoevskij, per dare corpo e voce al tormentato personaggio di Lizaveta Nikolaevna e sviluppare, da qui, altri frammenti del suo discorso amoroso in scena. La scelta di questo testo va inquadrata all’interno del percorso formativo della Tripodi, che ha svolto il suo perfezionamento attoriale presso la School After Theatre di Jurij Alschitz, noto regista e teorico teatrale russo. Il segno di questo orizzonte teatrale è visibile anche nel nome di Arkadina Teatro, omaggio all’omonima attrice, protagonista de Il Gabbiano di Checov.

Perché vederlo?
“Non sottovalutare le conseguenze dell’amore”, scriveva sul suo taccuino Titta De Girolamo (Toni Servillo) nel film di Paolo Sorrentino Le conseguenze dell’amore. Un avvertimento da tener presente anche per L’amore in scatola, spettacolo che, muovendo dal personaggio di Lizaveta (Liza) Nikolaevna Tušina passionale vittima del ‘demone’ Stavrogin , promette di mostrare sotto varie luci le distruttive conseguenze dell’amore, di indagarne le premesse, i segreti inconfessabili, le vane resistenze. Uno spettacolo per chi non sa o non vuole più amare, per chi fugge l’amore, per chi, nonostante tutto, non può farne a meno.

Raffella Viccei

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