AstorriTintinelli – Follìar

Identikit
Santarcangelo di Romagna e Fellini furon galeotti. È proprio qui che si incontrano nel 2002  – Alberto Astorri e Paola Tintinelli – durante le prove di Dammi almeno un raggio di sole, spettacolo sul grande regista riminese per la regia di Davide Iodice. Lo stesso anno nasce la compagnia Astorritintinelli che li unisce nella vita e nel lavoro. Lui attore, laureato in Filosofia, lei scenografa e attrice, innamorata del circo, diplomata all’Accademia di Brera, si affermano in breve   sulla scena underground di Milano: da Buchner a Shakespeare, dall’Olocausto al Titanic, da sale teatrali tradizionali al teatro on the road, il loro lavoro non dimentica mai la sua essenza critica, il suo essere teatro popolare, artigianale, che parla alla società in cui avviene. Un teatro orgogliosamente autoprodotto che esiste non solo in scena, ma che vive in ogni piccola briciola lasciata durante il cammino, che sia un’intervista o un  trailer, un post sulla pagina Facebook della compagnia o la fotografia di uno spettacolo.

Perché vederlo?
L’arte è morta! Viva l’arte! Se amate un teatro quasi scomparso, quello degli attori erranti, un teatro antico e intimo, ma pubblico e popolare che, da una piccola stanza, riesce a portarvi in giro per questo mondo, e oltre, allora questo studio intitolato Follìar fa al caso vostro. In un’angusta stanza un capocomico cieco e la sua spalla dialogano: Zio e Nipote, Lear e il suo Fool, personaggi in costante contrappunto lanciati in un viaggio tragicomico ad astra e ad aspera. Prove interminabili, di spettacolo, di arte, di suicidio. Il tutto accompagnato da una lieve musica sinfonica. Shakespeare sta aspettando Godot?

Camilla Fava

STAY TUNED: IT NEVER SLEEPS!