Brandoli/Gattini – Giardini

Identikit
Il sodalizio tra la scrittrice, architetto e musicista, Lucia Brandoli Bousquet e l’attore, e regista, Gabriele Gattini Bernabò è nato proprio per il progetto Giardini, verso la fine del 2016. Entrambi di formazione internazionale, lui con un anno di atelier a Parigi sotto la guida di Jean-Paul Denizon, dell’assistente di Peter Brook, lei studiando architettura a Berlino e a Porto, si concentrano sulla contemporaneità, sulla nuova drammaturgia. Lucia Brandoli Bousquet ha recentemente pubblicato la raccolta di racconti A letto non si pensa al futuro (Pendragon Edizioni) e la silloge Anello di prova (Raffaelli Editore), Gabriele Gattini Bernabò spazia, invece, dalle Ondine di Jean Giraudoux, in scena al Franco Parenti di Milano con la regia della Andrée Ruth Shammah, al Quartett di Heiner Müller diretto da Margaux Eskenazi in Francia.

Perché vederlo?
Sforzarci di essere più simili ai fiori, questo forse ci mostra Gabriele Gattini Bernabò vestendo i panni di un uomo di cui non possiamo conoscere il passato. Ha imparato tutto da solo, sui fiori, sulla vita e, anche se ignorato da tutti, ha il coraggio di prendersi cura di qualcosa, il “suo” giardino. Uno spettacolo duplice che accoglie prospettiva maschile e femminile – dell’attore in scena e dell’autrice dietro le quinte – in grado di svelare l’ambivalenza intrinseca dell’essere umano, quella di corpo e anima, di odio e amore, di vita e arte. Il portinaio aspirante giardiniere, sa che non tutti i fiori sono belli e perfetti, ma non per questo li dimentica, o smette di parlare loro.

Camilla Fava

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