CATODICO! OLTRE LO SCHERMO #recensione

festival IT 2017-

di PTM (Palestra Teatrale Meininger)

In Catodico!Oltre lo schermo la compagnia rompe gli schemi proponendo un’operazione inversa al teatro televisivo degli anni ’50 e trasforma il palcoscenico in una tv dal vivo. Quello che vediamo è un vero e proprio zapping teatrale: spot pubblicitari, talk show, programmi per bambini si susseguono in un crescendo di situazioni grottesche. Ed è così che assistiamo a un surreale dibattito fra Greta e Gregor Samsa mediato da una presentatrice senza scrupoli e subito dopo a un programma per bambini, in cui fate e gnomi raccontano improbabili fiabe di animali tossicodipendenti. È tramite un applausometro che il pubblico in sala è chiamato a scegliere a quale programma assistere, come in un vero e proprio televoto. E a fare da intermezzo agli sketch, un bombardamento acustico e visivo di réclame, sigle e demenziali servizi del TG. La PTM ci trascina al di là dello schermo televisivo, in una dimensione spietatamente finta, alienante, resa stucchevole da un’esasperata volgarità, in cui esibizionismo e strumentalizzazione sono le armi vincenti che fanno impennare lo share. È la trivialità di costumi, dialoghi, mimica – tipici dello linguaggio televisivo – che stordisce un pubblico popolare che, se da una parte influenza la proposta dei palinsesti, dall’altra subisce la manipolazione da parte uno dei più potenti mezzi di comunicazione. Gli energici attori si destreggiano nel patinato mondo del tubo catodico con ironia e sarcasmo: tuttavia restituiscono al pubblico personaggi forzatamente macchiettistici, finendo per penalizzarne il potenziale satirico e corrosivo. Il rischio è, in definitiva, di farsi fagocitare da quel linguggio di intrattenimento dal quale si cerca di prendere le distanze: nel seguito del lavoro, e in una tempistica più distesa, la compagnia avrà senz’altro spazio per un maggior scarto di registri.

di Daniela Di Carlo

Foto DissolvenzeLab (Cristian Agostoni)

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