Collettivo Snaporaz – Heartbreak Hotel – stanza n°13

Identikit
Morta una compagnia teatrale se ne fa un’altra. Lo sanno bene quelli del collettivo Snaporaz, i cui componenti, dopo essere cresciuti tutti sotto l’egida della Paolo Grassi, hanno attraversato diversi percorsi teatrali – come quello della Compagnia delle Furie che ha chiuso i battenti un paio di anni fa – prima di giungere a questa nuova identità artistica. Un progetto che sembra voler fare della fluidità il proprio tratto distintivo, tanto da ammettere al suo interno persone col medesimo ruolo (Fulvio Vanacore e Gilda Deianira sono entrambi registi) e uno spettacolo come Heartbreak Hotel che continua, nelle sue varie stanze, a mutare di interpreti, forma e senso.

Perché vederlo?
Stanza n°13: il nuovo capitolo ideato dal Collettivo ha quasi il titolo di un famoso libro teen-cult del brivido e, proprio come avviene nella lettura, è pensato in intimità. Un solo spettatore è infatti chiamato a varcare la soglia e a visitare, in solitaria, questa stanza-spettacolo: un corpo a corpo con un racconto sul male e la sua accettazione, ma anche un’immersione in se stessi per fare i conti con il proprio io. Come al solito all’Heartbreak Hotel si sa come si entra, ma non come si esce!

Corrado Rovida

STAY TUNED: IT NEVER SLEEPS!