DEMOCRAZY #recensione

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di Teatri Reagenti

La sala 4 di IT è la sala comune del condominio Europa Moon. Nello spazio vuoto s’incontrano i suoi condomini, disegnati con poche e chiare pennellate. Un linguaggio teatrale essenziale e stilizzato porta avanti riferimenti sempre più precisi: Europa Moon è in crisi, per una grave mancanza di aria. Se la parola “crisi” poteva all’inizio suonare come un disagio vago, acquista ben presto un colore più attuale e politico mentre i personaggi si rivelano in modo più o meno sottinteso i rappresentanti della nostra classe dirigente. È così che un fantomatico amministratore, sempre nominato con deferente rispetto e mai in scena, ha istituito un nuovo vicario, in sostituzione del precedente, che rubava l’aria e la concedeva per motivi poco chiari a belle ragazze. Ma i condomini lamentano di non essere stati loro a votarlo: è un tecnico. Alle disfunzioni della politica e ai conseguenti “tagli” sulle porzioni di aria, le reazioni di ognuno sono quelle che ben conosciamo: c’è chi se ne disinteressa, chi sogna un futuro per “gli onesti” lontano dai politici di mestiere, e chi emerge come un leader carismatico, lanciato al futuro dopo anni di immobilsmo. Pur con qualche ritardo sui tempi (si fa riferimento a Mario Monti e la sua austerity) la compagnia si propone di portare, con leggerezza, riflessioni importanti sull’attualità del nostro paese. La semplicità delle metafore, della caratterizzazione dei personaggi e delle dinamiche sceniche ha il merito di essere letta con limpida trasparenza, a volte persino troppa: lo studio manca a tratti di verve, a tratti di intuizioni illuminanti perché quella vocazione al teatro civile che costituisce le fondamenta dello spettacolo possa dispiegare le sue potenzialità.

Nicola Fogazzi

foto DissolvenzeLab (Diego Cantore)

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