Due domande a Andrea Cerri e Fabio Masi

Abbiamo incontrato i direttori artistici di due realtà produttive tra le più attive della scena italiana contemporanea. Fabio Masi è co-direttore artistico di Armunia e del festival Inequilibrio di Castiglioncello; Andrea Cerri è co-direttore artistico di Fuori Luogo a La Spezia.

Cosa si può chiedere a due direttori artistici se non: cosa pensate della scelta di IT di non avere un direttore artistico?

AC: È una posizione che ha dei pro e dei contro. Sicuramente il fatto che le proposte non debbano passare attraverso i gusti personali di un dato direttore artistico rende il festival più ricco e aperto a all’incontro con un pubblico eterogeneo; una conseguenza inevitabile è però che la qualità media sia altalenante, e che ci possano essere edizioni più o meno fortunate. Non c’è dubbio che, nell’abbondanza delle offerte, si trova sempre qualcosa di interessante.

FM: Non è del tutto vero che non c’è direzione. Una scrematura, anche se da parte di un collettivo e non di una singola persona, quest’anno è stata fatta: la selezione non è basata sul valore artistico, ma quando ci si trova di fronte a una grande quantità di proposte e si allontanano quelle più amatoriali, inevitabilmente si influisce sulla qualità. Il risultato è che la qualità complessiva del festival è migliorata, pur mantenendo i dislivelli propri della forma scelta.

Come scegliete gli spettacoli che producete?

FM: Ci tengo a dire che a Castiglioncello non facciamo bandi, ma scegliamo parlando con gli artisti e guardando il loro lavoro. In genere offriamo loro una residenza di 10/15 giorni; se nel corso del processo creativo riscontriamo un interesse che accomuna la loro ricerca alla nostra, li inseriamo nel festival o nella stagione. Il processo creativo per noi è fondamentale, e cerchiamo di portare all’interno degli spazi del teatro e delle nostre “officine” anche esperienze più ampie, che coinvolgano il rapporto con la città, urbanistica e sociologia.

AC: A Fuori Luogo sviluppiamo la selezione su una doppia linea. Da un lato appoggiamo artisti esperti che non hanno il sostegno di enti più grossi, come Claudio Morganti e Danio Manfredini, veri e propri maestri che restano però esclusi dai circuiti del “mercato” (ed è una vergogna!) per via dei lunghi tempi di gestazione di cui hanno bisogno. Dall’altro sosteniamo giovani emergenti che stanno seguendo un percorso coraggioso: ad esempio proprio a IT abbiamo conosciuto Ortika o Frigoproduzioni, che quest’anno abbiamo co-prodotto e inserito in cartellone.

A cura di Nicola Fogazzi

foto: Laura Pezzenati

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