Due domande a Michele Mele

Organizzatore teatrale, Michele Mele è art manager di Stabilemobile – Compagnia Antonio Latella. Collabora con Anagoor e diverse strutture tra cui l’Accademia di Arte Drammatica Silvio D’Amico e la Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi. Per IT Festival 2017 ha co-curato i Talk IT.

Che interesse suscita IT Festival in un organizzatore teatrale?

La mancanza di una direzione artistica è una delle caratteristiche salienti di un festival come IT: non condivido pienamente questa impostazione, perché gli artisti spesso hanno bisogno di una figura di riferimento che si prenda cura del loro operato. Il tutoraggio di Open IT sicuramente può aiutare le compagnie e assolvere a questo compito, dando loro la possibilità di riscontri e confronti.
Il fatto che si tratti di un festival indipendente (quindi non finanziato da fondi pubblici) comporta che non ci sia ingerenza di strutture estranee all’ambito prettamente artistico.

Che opportunità offre IT Festival al pubblico che partecipa allevento?

Il contesto di un festival come IT offre l’occasione di stare insieme e interagire a un livello low profile. Questo significa poter assistere a rappresentazioni teatrali immersi in un’atmosfera informale e divertente: tra uno spettacolo e l’altro si mangia, si beve e si fanno nuove conoscenze. Si torna alle origini festose e rituali del Teatro. Si può quindi esplorare questo mondo senza rischiare di sviluppare il pregiudizio che a volte contesti più elitari ed esclusivi generano nello spettatore neofita.
Il formato breve dei venti minuti rende inoltre fruibile qualsiasi performance, anche laddove non incontri i gusti personali dello spettatore: ulteriore ragione che lo invoglierà a partecipare al Festival anche gli anni successivi.

A cura di Chiara Mignemi

foto: Laura Pezzenati

 

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