E.C.G. #recensione

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di Bitols

E.C.G. Piccola avventura di un cuore a Venezia è l’estratto di un progetto ispirato al Mercante di Venezia di William Shakespeare che ruota attorno alle vicende dei due protagonisti dell’opera, Shylock e Antonio, e alla loro insanabile ostilità. La scena in questo caso prende la forma di un piccolo teatrino di figura destinato a ospitare le avventure dei due protagonisti nella laguna veneziana. Nessuna marionetta o burattino: sono gli oggetti ad assumere le sembianze dei protagonisti attraverso la tecnica dell’animazione su nero.
Tutto si svolge sul banco del mercato di una macelleria, come recita un’insegna. Nessuna parola se non quelle esposte in qualche volantino e quelle di un tappeto sonoro che percorre l’intero spettacolo e riporta le conversazioni della gente tra le bancarelle. Braciole, costolette e salsicce sono la merce di vendita. Tra queste spicca un coltello, in un rimando che immediatamente si rifà al valore tra le libbre (quindi il denaro) e la carne (umana). Uno dei tanti motivi del contendere che regola la relazione dei due protagonisti dell’opera si fa così chiaro fin da subito. Scorrendo lungo i canali della laguna, ecco spuntare la casa dei coltelli di Shylock, costellata da taglieri su cui di volta in volta vengono sfilettate braciole di carne fino ad arrivare dritti al cuore rosso da cui provengono. La bilancia è così il tribunale in cui si ritrovano tremila ducati da un lato e il cuore dall’altro. Sono questi i due volti dell’epilogo di una vicenda che vuole indagare il ruolo di vittima e carnefice, fino a sfociare in una domanda aperta sul senso del disprezzo dei due protagonisti.
Colpisce l’originalità della proposta per una tecnica, come quella dell’animazione su nero, interpretata dagli artisti Nadia Milani, Matteo Moglianesi e Serena Crocco, che pone al centro dell’attenzione una certa reviviscenza degli oggetti, stagliandoli in una loro profondità significante. La concatenazione tra i vari passaggi narrativi è densa di spunti, in una drammaturgia ricca di rimandi e di intenzioni: l’emarginazione di Shylock e di Antonio, il loro rapporto astioso, l’essere vittime e carnefici, il valore attribuito al denaro e al corpo come vera e propria merce di scambio, sono le tematiche principali alla base della performance che rilanciano una loro rilettura in chiave contemporanea. Forse, in alcuni passaggi, una maggiore focalizzazione circa la selezione degli aspetti più nodosi della realzione tra Shylock e Antonio restituirebbe una lettura più immediata degli eventi, per uno studio che apre scenari ineteressanti rispetto a una pratica performativa che merita d’essere esplorata.

Carmen Pedullà

foto DissolvenzeLab (Gianluca Riva)

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