EL PANDERO #recensione

Teatro Maurei_Ph Valeria Ferraro08

di Teatro Maurei

“Un lievito naturale capace di sollevare la massa, […] un piccolo cosmo capace di rigenerarsi ogni giorno, per anni”. El Panadero è la storia di Sante, un giovane che eredita il mestiere di fornaio dal padre e dal nonno e che sogna di poter fare il pane per tutti. Dario Mené porta sulla scena suggestioni nate durante un soggiorno a Buenos Aires, nell’intenzione di proporre temi e riflessioni sulla salvaguardia della tradizione alimentare. Lo spettacolo nasce infatti da un fatto realmente avvenuto: la creazione di un’organizzazione di panaderos argentini, in risposta alla sempre più dilagante industrializzazione del pane. La storia di Sante è quindi anche una storia politica, la storia di una causa da difendere e di ideali per cui combattere. Dalla drammaturgia e dalla presentazione dell’artista emergono i temi principali dello spettacolo: il rapporto generazionale e il confronto tra tradizione e innovazione, rappresentate rispettivamente dal lievito madre e dal bromuro di potassio. Dario Mené (autore e interprete) ed Ettore Nigro (autore e regista) propongono a IT Festival l’estratto iniziale dello spettacolo (già completo). L’attore è solo sulla scena, che assume le sembianze di un vero e proprio panificio: un tavolo da lavoro, sacchi di juta e un’immancabile copiosità di farina. Mené dimostra di possedere una buona capacità di relazione con lo spazio scenico e dà prova di padroneggiare con sicurezza il passaggio tra i diversi personaggi della vicenda. Emerge tuttavia il rischio di cadere in un tono eccessivamente didascalico, a tratti macchiettistico. I caratteri risultano così poco approfonditi e, nei venti minuti presentati, sembra mancare lo sviluppo del tema politico, pur proposto alla base del progetto. L’impressione è che l’estratto presentato possa essere più adatto e funzionale per un pubblico di giovani spettatori, capaci di fare di Sante un modello da seguire, senza però riuscire a sollevare le domande e le problematiche relative ai temi di lotta sociale. Piuttosto, Menè punta su una relazione diretta con il pubblico, instaurando una dimensione di complicità su qualcosa che ci accomuna tutti, tutti i giorni: il pane.

Elisabetta Cantone

foto DissolvenzeLab (Valeria Ferraro)

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