Elena Guerrini – #vie delle donne

Identikit
Guardando una performance di Elena Guerrini non si può non percepire la presenza di Pippo Debbono, con cui ha lavorato per dieci anni, in sordina. La presenza fondante del corpo à la Grotowski, la ricerca di un contatto diretto con lo spettatore, la volontà di avvicinarsi alla vita reale. La Guerrini, però, è anche molto di più. Oltre ad aver lavorato con la Valdoca di Mariangela Gualtieri e Cesare Ronconi, ha iniziato una personalissima ricerca produttiva con monologhi su argomenti di attualità politica e sociale (Orti insorti, Bella tutta!, Alluvioni). Il teatro, infine, non è il suo unico mezzo d’espressione: si affiancano anche letteratura – con pubblicazioni per Garzanti e Stampa Alternativa – e cinema – con collaborazioni con Avati, Arau, Corsicato e recentemente con Virzì.

Perché vederlo?
“Esistono vie dedicate alle donne?” è la domanda provocatoria di Elena Guerrini. Poche, e quelle poche sono tutte dedicate a sante. Così, un argomento come la toponomastica diventa una breccia per provocare una riflessione femminista. Il tutto avviene all’interno del caotico salotto della performer, ricostruito nei minimi dettagli. In un’osmosi senza fine tra la realtà e la sua rappresentazione, la Guerrini si mostra per la sua irriverenza e promette di trascinare lo spettatore in un vero e proprio progetto, per ridare dignità alle donne dimenticate dalla geografia urbana. E voi, come ri-titolereste lo stradario della vostra città?

Vanja Vasiljevic

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