EXPAT UNDERGROUND #recensione

fumatori-carta_Gianluca-Riva_8443

di Fumatori di Carta

E se mi trasferissi a Londra? Ricca di opportunità, efficiente, e soprattutto moderna, moderna, moderna! Chi di noi non è mai stato tentato dal sogno londinese? Cecilia Anna Elvira Bonelli ha fatto i bagagli ed è partita alla conquista della metropoli britannica, insieme a miriadi di altri giovani cercatori d’oro. Con Expat Underground, i Fumatori di Carta – collettivo artistico formatosi nel 2008 il cui nome è tratto dal titolo di una lirica di Pavese  – raccontano le disavventure di una giovane emigrante dei nostri giorni, impegnata nella continua lotta per costruirsi un futuro. Ma la città in cui approda, piuttosto che ideale, si rivela presto grigia e indifferente: look left look right, look left look right, e via!  È la frenesia di una macchina che non aspetta e che certo non rallenterà per facilitarti la salita a bordo. Ma per chi ha sufficiente coraggio (e ostinazione), l’offerta non delude: lo garantiscono diverse testimonianze video rilasciate da uomini e donne che negli anni hanno accettato di sporcarsi le mani coi mestieri più improbabili, nelle condizioni più impensabili, entrando in contatto con personaggi di ogni tipo, pur di migliorare la propria situazione e arrivando finalmente a stabilirsi con una famiglia, degli amici, una casa, un lavoro. Così vorrebbe anche Cecilia, che dopo una serie di difficoltà iniziali entra in rapporto con un ragazzo londinese (e con la sua famiglia dal carattere un po’ troppo british). Ma si sa, le prove non finiscono mai: il 23 giugno 2016, la maggioranza dei cittadini britannici vota a favore dell’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea. Brexit. Ovvie le conseguenze per gli expatriates, la cui presenza – come denunciano ulteriori video-interviste – è spesso guardata con superficialità e ingiustificato sospetto. Se la riflessione proposta dalla compagnia appare quindi oggi quantomai opportuna o, anzi, necessaria, la resa dello spettacolo sulla scena (almeno per quanto visto a IT Festival) si dimostra ancora in progress: le brevi sezioni recitative – interpretate dall’unica attrice Cecilia Grignani – cercano di abbozzare un ritratto della vita londinese, ma non raggiungono la forza necessaria alla trattazione del tema proposto, mentre gli interessanti intermezzi audiovisivi restano isolati rispetto all’andamento generale dello spettacolo. Ma il tema è caldo e il coraggio non manca: se i Fumatori di Carta sapranno mantenere questo fuoco sull’attualità, seguiremo con interesse i loro prossimi sviluppi.

Gianmarco Bizzarri

foto DissolvenzeLab (Gianluca Riva)

STAY TUNED: IT NEVER SLEEPS!