FARSI SILENZIO #recensione

Marco Cacciola_Ph Valeria Ferraro05

di Marco Cacciola

Cos’è il sacro? Da questa domanda parte il viaggio Torino-Roma di Marco Cacciola, l’attore-pellegrino che a IT Festival vuole condividere con il pubblico una parte del suo cammino. Per accompagnarlo in questa ricerca è necessaria una condizione: il silenzio. In aiuto allo spettatore, come unico ma indispensabile bagaglio, delle cuffie per entrare in una dimensione intima e ovattata e a prepararsi ad accogliere l’inaspettato.
E così in un percorso alla riscoperta della lentezza e dell’ascolto, ecco affiorare, ora sulle note di Vivaldi, ora sui suoni della strada, le voci incontrate dal viandante. Come quella del poeta Antonio Tarantino che in quel di San Salvario, il quartiere multietnico per eccellenza di Torino, suggerisce all’artista una rotta da seguire per trovare ciò che di più puro e incontaminato c’è nell’essere umano.
Frammenti di sacro emergono sul palcoscenico a interrogare la platea sulla propria spiritualità, mentre l’attore esplode in una sincera e semplice dichiarazione “La fede l’ho persa tanti anni fa, oggi credo in chi mi racconta storie”. E a partire dalle storie ricevute, dal materiale umano raccolto da Marco Cacciola, l’autore Tindaro Granata cuce e orchestra un monologo denso dove si alternano registrazioni, interviste, conversazioni rubate dalla strada, confessioni esistenziali e silenzi lunghi e profondi. Di fronte a questo fiume in piena emerge forse la necessità di armonizzare gli ingredienti autobiografici e narrativi e dosare i ritmi più emozionali con la dimensione filosofica e performativa della messa in scena. Si direbbe che lo spettacolo è ancora in cammino, ma la meta è ambiziosa e ci sono ottime premesse per un risultato di valore.

Alessandra Cioccarelli

foto DissolvenzeLab (Valeria Ferraro)

STAY TUNED: IT NEVER SLEEPS!