Gli Artimanti/Linee Libere – Progetto Domino (Fabrizio + Il rinoceronte)

Identikit
Progetto Domino, che ha debuttato nel dicembre 2016 al Teatro India di Roma, nasce da un’idea di Irene Di Lelio e Manuel Capraro, giovani registi diplomatisi all’Accademia Nazionale d’arte drammatica Silvio d’Amico. Lui scrittore, produttore e regista di diversi spettacoli, lei assistente alla regia di Antonio Latella per, tra gli altri, Il Servitore di due padroni al Teatro Stabile del Veneto e allieva di Eugenio Barba oltre che regista di performance site specific e spettacoli teatrali. All’incontro tra i due segue quelle delle loro compagnie (gli Artimanti e Linee Libere) che danno il via a Progetto Domino. Insieme Capraro e la Di Lelio dirigono un seminario all’Università la Sapienza di Roma proprio sugli spettacoli presentati per il progetto: Fabrizio, scritto e diretto da Manuel Capraro e finalista al premio internazionale “Dante”, e il classico del Teatro dell’assurdo Il Rinoceronte di Ionesco, con regia di Irene Di Lelio. Spettacoli e testi molto diversi, che parlano però di due periodi storici spaventosamente simili dando forma a un teatro etico, oltreché artistico.

Perché vederlo?
Innumerevoli esistenze in una spirale da cui uscire sembra impossibile. Tre attori, Antonello Azzarone e Salvatore Costa (in scena sia in Fabrizio sia ne Il Rinoceronte) e Lorenzo Tolusso (in scena in quest’ultimo), continuano a cambiare pelle e con essa pensieri, corpi, possibilità, pur non riuscendo a sfuggire da un meccanismo di relazione tanto sottile quanto pericoloso: la legge del più forte, il desiderio di schiacciare gli altri che governa ogni mondo di cui abbiamo coscienza. Il tema della dominazione sull’altro esplode in questi due spettacoli, complementari, seppur lontani. Dalla contemporaneità della nuova drammaturgia di Fabrizio, al 1958 de Il Rinoceronte di Ionesco, ambientato però tra le guerre mondiali, il salto sembra lungo, ma le similitudini sono fin troppo eloquenti… se non inquietanti.

Camilla Fava

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