GOD SAVE EROSTRATO #recensione

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di BIBO Teatro

IN FACTORY…
Ricky consegna pizze in una cittadina di provincia, ma ha un sogno: sfondare nel mondo dello spettacolo. Quando l’indice di ascolti del talent show che gli aprirà le porte del successo decreta la sua prematura sconfitta, la frustrazione gli rivela un’inattesa affinità con un contadino greco vissuto duemila anni prima di lui. Anche Erostrato, altrettanto ossessionato dal desiderio di sopravvivere nella memoria dei posteri, dovette subire il fallimento di tutti i suoi sogni di gloria, ma seppe trovare un efficace rimedio, e passò alla storia come colui che incendiò e distrusse il tempio di Efeso, meraviglia del mondo antico. Le analogie fra i due sono introdotte dalla regista (Miriam Costamagna) nella premessa, ma la messinscena ritarda il contatto fino all’ultima scena. Ricky (Andrea Lopez Nunes) ripercorre le tappe della propria delusione in un monologo vivace e volutamente goffo, che distorce i personaggi e i punti di vista dei suoi interlocutori in imitazioni grottesche. Il momento culminante di questa buffa tecnica deformante costituisce anche il fondo della rovinosa disfatta di Ricky: un manipolo di coetanei, dimenandosi e sghignazzando, deride il suo fallimento televisivo. Eppure, è proprio questo snodo a imprimere una brusca svolta nella parabola drammatica, allorché Ricky, alzando il linguaggio a toni sobri e suggestivi e la recitazione a gesti simbolici, si immedesima in Erostrato, umile dal nome altisonante, che contemplando il tempio alto sui campi sognò di raggiungere gli dèi insieme al fumo dell’incendio.

…IN IT
Per quanto scarna, la sala di IT offre migliore strumentazione di una sala prove: ora, è un video che indugia con ironia sulle villette di Puegnago del Garda e che ci accompagna fin nella cameretta di Ricky a descrivere i suoi sogni di gloria. Il filmato, che cita puntualmente la celebre presentazione di Ricky in Videocracy, ci porta in quella dimensione tutta televisiva in cui l’ingenuità delle illusioni altrui ci fa ridere. Riuscitissime, dunque, la poltrona voltata e l’inquietante nuca del produttore che infrangendo i sogni di Ricky ci riportano alla realtà della scena. Ma lo sforzo più remunerativo della compagnia è stato il lavoro sulla drammaturgia, che presenta oggi uno svolgimento più graduale: anello di congiunzione fra Ricky ed Erostrato, fra la goffaggine dell’inizio e l’epifania finale è un documentario sul tempio di Efeso, che svelerà a un Ricky inizialmente annoiato una nuova via verso il successo (subito corre a comprare una pistola) e un potere la cui forza spesso ignoriamo: la conoscenza.

Nicola Fogazzi

foto DissolvenzeLab (Lorenzo Bolzani)

*Un primo studio di questo spettacolo è stato presentato IN FACTORY durante i giorni di Agorà-Open IT. In questo articolo vi restituiamo quindi un doppio sguardo, che parte da lì per arrivare allo studio presentato nei giorni del Festival: IN IT

STAY TUNED: IT NEVER SLEEPS!