IL 56 #recensione

56_Rosalba-Amorelli_9855

di Davide Verazzani

IN FACTORY…

Per molti appassionati, le figurine Panini nascondono una miniera di storie ed eroi. Così è per il drammaturgo milanese Davide Verazzani, che con Il 56 rispolvera il mito della Nazionale di calcio ungherese: Aranycsapat, la “Squadra d’Oro”, che per la prima volta negli anni ’50 impone il proprio primato sui campi di tutta Europa, sbaragliando una dopo l’altra le nazionali più premiate. Ma Il 56 non è solo una nostalgica cronaca sportiva: com’è presto rivelato, l’età d’oro dell’Aranycsapat tramonta nel sangue. A stroncarla è il terrore che piega il paese: il 4 novembre 1956 i carri armati sovietici reprimono l’insurrezione dell’Ungheria devastandone la capitale. Ai 250.000 ungheresi che abbandonano la patria si uniscono anche diversi giocatori della Squadra d’Oro, allora impegnati in competizioni all’estero: tra di loro anche Ferenc Puskás, il celebre capitano, che continuerà la sua carriera sportiva giocando nel Real Madrid.
Ambientato 25 anni dopo la rivolta, Il 56 si presenta come il flusso dei pensieri che, tra orgoglio e timore, attraversano un uomo ungherese all’entrata del Népstadion (lo Stadio del Popolo), in occasione di una partita commemorativa. Come già in precedenza, Verazzani presenta anche quest’ultimo monologo a leggio, scegliendo così di sacrificare le potenzialità sceniche del testo per dare invece risalto unico alla parola detta. A dar voce a questo flusso è Dario Sansalone, già interprete delle parole del drammaturgo sulla scena di A life with the Beatles. Fresco di una sola prova – come denuncia la pronuncia ancora maccheronica dei nomi magiari – Sansalone sembra promettere però una lettura creativa e colorita, capace di risvegliare tanto un sentimento nazionale, quanto il timore e lo straniamento di uomini che la storia ha reso estranei alla loro stessa patria.

…IN IT
Ad aprire lo spettacolo di Verazzani a IT Festival è un breve video introduttivo, un sintetico documentario delle vicende narrate, efficacemente volto a facilitare la comprensione del testo. Meno calzante è forse l’aggiunta della colonna sonora, una background music da thriller cinematografico che difficilmente si integra con le diverse tonalità della drammaturgia e che rischia piuttosto di minare il coinvolgimento del pubblico. Il cambiamento più significativo è però costituito da una sostituzione obbligata: esce Sansalone entra Daniele Crasti, che, nell’identico formato della recitazione a leggio, offre un’interpretazione energica e accusatoria, bisognosa – forse a causa dei tempi stretti – di esplorare ulteriormente la varietà cromatica di un testo complesso e ricco di spunti. Un testo che merita di essere giocato al meglio.

Gianmarco Bizzarri

foto DissolvenzeLab (Rosalba Amorelli)

STAY TUNED: IT NEVER SLEEPS!