Il bianco inizio – Meeting the stranger

Identikit
Il Bianco Inizio incuorisce. Sarà per il nome che ispira un rimando alla simpatica figura del Bianconiglio di Alice nel Paese delle Meraviglie, celebre romanzo fantastico di Lewis Carroll. O sarà per una certa idea di rottura e di distacco che postula un nuovo incipit. Certo è che la ricerca del gruppo, formato da Chiara Casorati, Simone Malan e Simone Todini, artisti provenienti da percorsi artistici differenti, muove verso l’attraversamento di nuove soglie teatrali. Site-specific, immersione, interazione tra performer e spettatore, coinvolgimento diretto del pubblico sono le parole chiave per decifrare l’orientamento artistico della compagnia che tenta di indagare tematiche controverse della contemporaneità. Allettante? Bizzarro? Sconvolgente? Forse travolgente. Al pubblico il piacere (o terrore?) dell’immersione.

Perché vederlo?
Tu, io, l’altro. Quante volte queste parole risuonano nella vita ordinaria? Eppure spesso non abbiamo il tempo di riflettere attorno al loro reale significato. Eccolo arrivato, il tempo. Meeting the stranger (Incontrando lo straniero) offre l’opportunità di riflettere su alcuni dei nodi conflittuali odierni quali identità, marginalità, differenze. Il focus del lavoro ruota attorno all’interazione con l’altro, all’incrocio di provenienze e culture, alla possibilità di sovvertire temporaneamente le regole del gioco: principi alla base del vivere comune. E perché no, anche all’eventualità di stupirsi stranieri dentro a un’identità.

Carmen Pedullà

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