KARTONG HUS #recensione

alice bellati 20170608_09

di Dal Divano

IN FACTORY…
Chi non ha comprato almeno una volta i mobili comodi, pratici, belli ed economici dell’IKEA? Ma oggi l’azienda svedese mette in vendita un prodotto a dir poco rivoluzionario: Kartong Hus. Un’innovativa casa di cartone, in perfetto stile IKEA, che stravolgerà le vite di Billy, Pong e Lack nei cui nomi lo spettatore può facilmente riconoscere i cari prodotti svedesi. Per i tre giovani la Kartong Hus è un contenitore di sogni, progetti e speranze per il futuro: basta acquistarla e trovare il posto giusto in cui costruirla. Facile, no? Realizzare questo progetto comune si rivelerà tutt’altro che un gioco da ragazzi e l’entusiasmo iniziale degenererà inevitabilmente in liti ed incomprensioni. Metafora della realizzazione del sé e della ricerca di un’identità attraverso la realizzazione di un obiettivo comune, Kartong Hus è lo specchio delle nuove generazioni, rappresentate tra ironia sognante e realistico disincanto. Gli attori Luca Annovazzi, Viviana Ferroni e Ivan Storsillo, nonostante la brevità dello studio rappresentato nei giorni di Agorà, si sono distinti per la loro forte coesione e versatilità, per i perfetti tempi comici e i ritmi incalzanti.

…IN IT
Protagonista indiscussa ed elemento nodale dello spettacolo, la scatola di cartone è ancora l’unico oggetto presente in scena. Invece la drammaturgia, come la regia, ha subito un’evoluzione e Billy, Pong e Lack giocano a tenere lo spettatore sul filo del rasoio, sospesi fra indecisione e attesa per l’apertura dello scatolone. C’è maggiore padronanza dello spazio scenico, dei movimenti e delle relazioni tra le parti del testo. Ancora tanta l’ironia con cui i protagonisti affrontano nuovi temi, come il rifiuto ad aderire a un modello di perfezione e omologazione, proposto dall’ IKEA come dalla società. Annovazzi, Ferroni e Storsillo confermano le proprie doti attorali, dimostrando un’efficace espressività con parole e movimenti: seducono e divertono il pubblico a tal punto che gli si perdonano alcune debolezze drammaturgiche e registiche. I venti minuti rappresenti a IT non ci bastano: resta una gran voglia di vedere lo spettacolo completo e di scoprire se dare forma alla  kartong hus sarà davvero semplice come costruire un mobile IKEA.

Daniela Di Carlo

foto DissolvenzeLab (Alice Bellati)

*Un primo studio di questo spettacolo è stato presentato IN FACTORY durante i giorni di Agorà-Open IT. In questo articolo vi restituiamo quindi un doppio sguardo, che parte da lì per arrivare allo studio presentato nei giorni del Festival: IN IT

STAY TUNED: IT NEVER SLEEPS!