L’AMORE IN SCATOLA #recensione

A COPERTINA arkadina-FestivalIT-Helga_Bernardini-7942

di Arkadina Teatro

“Ieri ho sofferto il dolore, / non sapevo che avesse una faccia sanguigna… Il dolore è senza domani, / è un muso di cavallo che blocca i garretti potenti” (Alda Merini, da La Terra Santa). L’asse portante dello spettacolo interpretato da Daiana Tripodi è la tormentata, distruttiva ed esecrabile passione di Lizaveta per il ‘demone’ Stavrògin (Demoni di Dostoevskij), ma attorno a esso si agitano altri pensieri d’amore, della stessa Tripodi e di Alda Merini.
La scatola evocata nel titolo dello spettacolo e presente al centro della scena è il segno della imposizione – spesso inespressa ma non meno cogente – da parte della società di nascondere in uno spazio separato e chiuso ogni amore da essa giudicato malato. È attorno all’oggetto scenico, vero cuore della rappresentazione, che si svolgono i momenti più riusciti di uno spettacolo che mostra in alcune fasi i tratti ancora acerbi di un lavoro in corso d’opera (come dichiarato anche dalle note di presentazione). Tra le scene più toccanti, quella in cui l’attrice instaura una relazione quasi fisica con la scatola (abbraccio, apertura, chiusura), mentre la voce fuori campo della Tripodi invita a vivere totalmente per la persona amata.

Raffaella Viccei

foto DissolvenzeLab (Helga Bernardini)

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