Marina Burdinskaya Company – Dem/One

Identikit
“La vita è il movimento”: Marina Burdinskaya si presenta con una citazione di Aristotele. A dimostrare che l’espressione non sia, per la danzatrice, vano convenevole è l’intero arco della sua esistenza. Nata e cresciuta in Russia sotto l’egida di quella tradizione che da Djagilev in poi ha fatto del gigante transcontinentale un caposcuola per la danza occidentale, a vent’anni si è lasciata alle spalle patria e accademia per approdare in Italia con un diploma di danzatrice e coreografa e un bagaglio di tecnica e cultura pronto a essere condiviso e contaminato. Da allora è attiva sul nostro territorio come performer, insegnante e onnivora ricettrice delle lezioni più notevoli nel panorama internazionale. In particolare, è affezionata collaboratrice di Franca Ferrari, ragion per cui potreste averla vista calcare le scene di Piùchedanza, il festival della danza contemporanea che la coreografa meneghina regala alla sua città. Se così non è, IT è ottima occasione per scoprire questa cosmopolita meteora.

Perché vederlo?
Se per voi Art Nouveau significa motivi floreali ed eleganti svolazzi, non ne conoscete la declinazione russa: Marina Burdinskaya ci porta uno stupefacente esempio dalla sua tradizione con un lavoro sui demoni del pittore Vrubel. La serie, che i critici all’epoca definirono di una “selvaggia bruttezza”, voleva esprimere, con tinte espressioniste e un collage di tecniche e culture distanti, lo struggimento brutale di certa letteratura romantica. Che la Burdinskaya, con il suo patrimonio artistico e biografico, sia la persona giusta per piegare la grazia in passione e aprirla al mosaico delle culture non ci sono dubbi: non resta che godersi questo affascinante connubio di danza, pittura e letteratura.

Nicola Fogazzi

STAY TUNED: IT NEVER SLEEPS!