MENO MALE CHE C’È LA LUNA #recensione

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di Pan Domu Teatro

IN FACTORY…
Due ragazzi in uno spazio vuoto: stanno. Dove? Quando? Non lo sanno – o meglio, non lo ricordano. Né sembrano sapere come ci siano finiti, o perché. Con l’incipit del loro primo spettacolo, Meno male che c’è la luna, i Pan Domu Teatro, al secolo Jacopo Bottani e Luca Oldani – neodiplomati presso la Civica Accademia d’Arte Drammatica Nico Pepe di Udine – trasportano lo spettatore nello spazio dell’assurdo beckettiano: un assurdo che, a ben guardare, è tale non per natura, ma solo per dimenticanza dei protagonisti. La possibilità che si presenta ai due è dunque una sola: ricordare, recuperare il senso del proprio “esser-ci”, le ragioni del presente, del “qui e ora”, dell’essere insieme. Ma come fare, se non c’è niente? Provando (letteralmente!) a partire da improvvisazioni fisiche e passi di danza. Ci si sveglia, ci si alza e si esce. No. Ci si sveglia, ci si alza, ci si veste e poi si esce. O forse no. Ci si sveglia, ci si alza, ci si veste, ci si lava i denti e si esce. In questo modo, recuperando a poco a poco – con leggerezza e ironia – i piccoli gesti di tutti i giorni, il duo Pan Domu ripercorre la vita di ogni uomo, la normalità celata sotto il velo della propria incoscienza, ridiscutendo l’esistenza nei suoi elementi più scontati, fino a mettere in dubbio la presenza stessa dell’altro. “Tu non c’eri, mi ricordo. Tu non c’eri!” afferma convinto uno dei due. Così, accompagnato dal sorriso, avanza il dubbio più terribile, sospeso in un finale che appare ancora in via di definizione.

…IN IT
“Tu non c’eri, mi ricordo. Tu non c’eri!”: fin qui, se si tralascia qualche sbaffo imputabile all’emozione, lo spettacolo messo in scena a IT appare sostanzialmente invariato rispetto allo studio presentato in Factory. Il testo – come viene opportunamente precisato prima che gli attori vadano in scena – è ancora incompleto: il nuovo finale non è che la chiusura del primo atto e in quanto tale non può che aprire a ulteriori interrogativi. “Avrei voluto esserci” è la misteriosa risposta del ragazzo all’accusa del compagno, in una matassa di paradossi che si fa sempre più annodata. E adesso? Proviamo: è ancora questa la maniera dei Pan Domu. E allora proviamo! E vediamo che succede…

Gianmarco Bizzarri

foto DissolvenzeLab (Diego Cantore)

*Un primo studio di questo spettacolo è stato presentato IN FACTORY durante i giorni di Agorà-Open IT. In questo articolo vi restituiamo quindi un doppio sguardo, che parte da lì per arrivare allo studio presentato nei giorni del Festival: IN IT

STAY TUNED: IT NEVER SLEEPS!