ORTIKA – STRATR*IA

Identikit
L’attenzione alla contemporaneità e ai suoi lati più bui. Sembra essere questo il tema di indagine più caro a Ortika, “gruppo teatrale nomade” al suo terzo spettacolo. Hanno iniziato con Chi ama brucia, che guardava ai migranti e ai Centri di Identificazione ed Espulsione; hanno proseguito con Erinni o del rimorso, mettendo insieme La Cosa Brutta di David Foster Wallace con interviste rivolte a testimoni della depressione e casi clinici di dissociazione. Scritture che mettono sempre le radici nell’ascolto del reale, nelle scritture di Chiara Zingariello (non a caso antropologa), e che prendono corpo nell’interpretazione di Alice Conti, principale interprete e ideatrice dei progetti della compagnia. Alice Colla completa il nucleo artistico più stretto, occupandosi (soprattutto) del disegno luci.

Perché vederlo?
Il corpo femminile è tra le immagini da cui siamo più di frequente bombardati: tema usato e abusato, strumentalizzato fino a farne scomparire gli effettivi caratteri. Partendo, come di consuetudine nel lavoro del gruppo, da materiali e documenti tratti dalla realtà, Stratr*ia indaga proprio la figura della donna. Un titolo che nasconde la radice di più termini: da scoprire, scomporre e ricomporre in questo primo studio di venti minuti.

Francesca Serrazanetti

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