ITALIANI VERI #recensione

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di Progetto #ItalianSelfie

Nicola e Irene, seduti a un tavolo. Dimenticate Stanislavskij e i personaggi, perché quelli che vedete sul palco sono proprio Irene Serini e Nicola Alberto Orofino. Due attori che si rinfacciano l’un l’altro fissazioni e fallimenti della loro carriera: quello spettacolo mai andato in scena; quell’ostinarsi a considerare Checov nume tutelare del teatro contemporaneo; quel brutto vizietto di tirare fuori a ogni piè sospinto il diploma al Piccolo di Milano. Ma in questo caso niente teatro. Da una parte all’altra della penisola i due amici si parlano attraverso mezzi tecnologici, portando avanti un progetto balzano: quello di una fotografia degli italiani attraverso le narrazioni scritte ed estemporanee di un blog (da qui il nome della compagnia). Serini e Orofino giocano con leggerezza sulla virtualità, che appartiene al teatro ben prima che ai nuovi media. E quindi si guardano negli occhi anche se hanno davanti uno schermo che li separa, e insieme a quella del computer abbattono anche la barriera del palco, coinvolgendo il pubblico nelle loro schermaglie.
I tempi comici e i ritmi sono quelli di due professionisti (gli sguardi attoniti di Orofino di fronte alle esuberanze della collega sono irresistibili) e il taglio scelto è perfetto per rinfrescare il maratoneta teatrale bulimico e affaticato di IT Festival. Ma Italiani Veri è più di un riuscito happening di web teatrale: è il tentativo di un flash, volutamente e inevitabilmente parziale, della nostra Italia di oggi. Ed ecco che, facendosi da parte, Irene e Nicola lasciano spazio ai tanti volti incontrati nei mesi dedicati al progetto e immortalati via video: passanti, gestori di camping naturisti, stranieri ‘diventati’ italiani. Ascoltando le loro parole, comprendiamo d’un tratto perché il teatro sia il mezzo scelto da Serini/Orofino per questa italica fotografia: raccontare storie, dopotutto, è proprio il compito dell’arte relazionale più antica del mondo. I due autori non cadono nella tentazione di una didascalica lettura ‘a tesi’ delle testimonianze raccolte: a noi spettatori il compito di passare dal particolare all’universale, e provare a mettere a fuoco il nostro #italianSelfie. Le vicende assurde e grottesche che ascoltiamo, gli imbarazzi degli intervistati, lo spaesamento che filtra dai volti ci invitano a non accontentarci delle risposte pre-cucinate buone per una campagna elettorale. Piuttosto, ci chiamano ad affinare l’udito e ad aprire gli occhi.

Maddalena Giovannelli

foto DissolvenzeLab (Daniela Clerici)

 

STAY TUNED: IT NEVER SLEEPS!