RICORDATI CHE MI HAI CHIAMATO AMORE #recensione

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di MadabòTeatro

IN FACTORY…

Ricordati che mi hai chiamato amore prova a raccontare i rapporti di coppia ai tempi dei social network, dove i dialoghi appassionati diventano scambi telegrafici e le emoticons prendono il posto di parole e sentimenti. Ecco allora che il corteggiamento inzia con l’alert della chat, e il botta e risposta dei due giovani amanti è scandito dal reciproco ruotare delle sedie su cui sono seduti. L’iniziale ritrosia della ragazza viene stemperata dalla comparsa di un Power Ranger, emoticon della chatline di Facebook, che con efficaci controscena ai dialoghi, presenzia al trionfo dell’amore. Poi la coppia scoppia e quel che resta del grande amore non è altro che il monologo di rabbia del protagonista: a lui non resta che dare sfogo al rancore, proprio come in quel video diventato virale nel web in cui un adolescente inveisce contro l’ex fidanzata che l’ha lasciato. I dieci minuti di studio, ancora in forma di bozza, lasciano lo spettatore in assenza di un vero e proprio epilogo.

…IN IT

Nei venti minuti del festival la compagnia Madabò ha sviluppato un approfondimento drammatugico e una maggiore cura e registica. Lo spettacolo si apre con una scena arricchita di dettagli: una giacca, un abito bianco, una rosa rossa e in sottofondo un seducente bolero di Rodrigo Amarante. Oltre a un incipit rinnovato, è stato inserito anche un epilogo con inaspettato colpo di scena. A IT Festival Ricordati che mi hai chiamato amore si è trasformato in uno spettacolo godibile, ironico, con un ritmo incalzante, in cui sono stati inseriti elementi della cultura pop (sia musicali che iconografici) e citazioni trash, combinati a poesie di Neruda e Montale. In scena rivediamo la goffaggine dei nostri rapporti virtuali, e il ridicolo serve a esorcizzare il perbenismo di tutti coloro che si definiscono “anti social” ma che inconsapevolmente ricadono nelle frivole dinamiche della comunicazione virtuale. Il Power Ranger si rivela così l’alter ego digitale dietro al quale spesso ci si nasconde: il super eroe che vorremmo essere, la parte di noi che ha il coraggio di essere se stessa.

Daniela Di Carlo

foto DissolvenzeLab (Rosalba Amorelli)

STAY TUNED: IT NEVER SLEEPS!