SCUOLA DISCOUNT #recensione

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di Raffaella Agate

Che portare il teatro nelle scuole sia una sfida importante, è cosa nota. Ma non meno impegnativo è il tentativo di portare sul palco il mondo della scuola, soprattutto se si cerca di dare voce alle importanti trasformazioni in corso.
Scuola Discount racconta allo spettatore – meglio ancora se, contingentemente, anche genitore – gli inquietanti retroscena di collegi docenti, gite e consigli di classe di una realtà scolastica squallida e distopica. Ma le suggestioni proposte, per quanto volutamente esasperate in chiave grottesca, prendono spunto dalla realtà: derivano dall’esperienza personale dell’autrice e attrice di questo spettacolo, che ha lavorato come insegnante di teatro e danza presso diversi istituti scolastici.
In Scuola Discount la legge del mercato ha avuto la meglio sull’urgenza di trasmettere conoscenza ed educazione; l’autorità degli insegnanti è completamente subordinata ai capricci di alunni viziati e alla prepotenza dei loro genitori. Ma Raffaella Agate non risparmia neanche il corpo docenti: anzi, sceglie di interpretare il ruolo di una professoressa vittima dello status quo, un personaggio ridicolo e macchiettistico, che si ripropone continuamente di opporsi all’incresciosa deriva della realtà che la circonda, ma non riesce in alcun modo a farsi valere, priva com’è di nerbo e carisma. Si limita a crogiolarsi nella sua misera esistenza di lavoratrice frustrata e, soprattutto, non mostra la minima vocazione pedagogica. Si consola sognando di fuggire, un giorno, sulle spiagge assolate di Copacabana.
L’attrice, sola in scena, si sfoga con gli spettatori mentre aspetta impazientemente di andare in bagno, dopo sei ore e tredici minuti di attesa; ma l’accesso le è precluso dittatorialmente da una bidella, ennesima carnefice della nostra anti-eroina. La Agate opta per un’impostazione attorale decisamente antinaturalistica e sopra le righe (nel codice scelto hanno diritto di cittadinanza persino stacchetti danzati sulle note di samba); e se la scelta ha un ottimo impatto sul pubblico, che ride e applaude, rischia però di allontanare ogni slancio di empatia verso l’unico personaggio che cerca di opporsi, pur goffamente, al supermercato dell’istruzione. Ma Scuola Discount non è (solo) una farsa: dietro ogni distopia – sembra avvertirci Raffaella Agate – si nasconde un pericolo reale.

Chiara Mignemi

foto DissolvenzeLab (Antonella Lodedo)

 

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