THE HARD WAY TO UNDERSTAND EACH OTHER -II PARTE #recensione

07. teatro-presentei_helga-bernardini_festival IT 2017-7636

di Teatro Presente

Teatro Presente è la dimostrazione che per lasciare il segno non è necessario alzare la voce. Per il secondo anno consecutivo la compagnia presenta a IT Festival un estratto della loro prima opera  – creata in autonomia senza la guida del maestro e fondatore César Brie – e per il secondo anno incanta con un delicato ritratto della nostra contemporaneità. The hard way to understand each other descrive un mondo in cui le parole non servono, anzi nascondono ciò che vorremmo o dovremmo dirci davvero. La modalità della narrazione è tento semplice quanto efficace: la sottrazione del verbale lascia spazio all’esibizione del sottinteso, il tempo cronologico si dilata e appaiono gli alter ego dei personaggi che ne esplicitano i pensieri più autentici. L’affresco di Teatro Presente abbraccia ogni aspetto delle relazioni: l’attrazione inesplorata, il sentimento trattenuto, il peso delle piccole crudeltà che subiamo ogni giorno e che scarichiamo di conseguenza sulle spalle di altri, le paure irrazionali generate da incomprensioni e da un ambiente di sfiducia reciproca. Ogni scena è giustapposta all’altra, in un montaggio quasi cinematografico che ricompone immagini apparentemente slegate in un panorama universale. Ma ciò che rende questo lavoro una piccolo bijoux è la grande pulizia formale di esecuzione, che non solo rende facile e immediata la ricezione, ma permette di entrare in risonanza profonda con le azioni in scena. Il gioco di riflessi tra vita reale e spettacolo fa ridere, commuovere e riflettere senza la pretesa di insegnare nulla: si esce dalla sala con il cuore leggero e una intensa consapevolezza di quanto sia difficile comunicare realmente con l’ ‘altro’ che incrocia la nostra vita.

Chiara Marsilli

foto DissolvenzeLab (Helga Bernardini e Diego Cantore)

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