THE POP MACHINE #recensione

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di Narr_O

Scanzonata, beffarda, sicura di sé, Susanna Miotto incalza il pubblico dal centro del piccolo palco della Sala 3, dorata Superstar presentatrice del gioco-spettacolo The Pop Machine. Sulla scena troneggia un trittico di celeberrime serigrafie in colori sgargianti del volto di Andy Warhol. La mente richiama le grandi pale delle chiese barocche: lui, re della sua Silver Factory, è stato santo e semidio, seppur mortale come ognuno di noi. Chiamato sul palco per schiacciare uno dei tre bottoni posti sotto le serigrafie, uno spettatore ignaro dà il via al turbinare di personalità, simboli di un’epoca in cui l’arte iniziava a farsi prodotto di consumo. Camaleontiche, Alice Pavan, Susanna Miotto e Laura Angelone con pochi oggetti di scena – basta una stoffa gialla a guisa di parrucca e un grembiulino bianco perché Marilyn Monroe prenda vita – prendono il posto degli statici volti di Warhol trasformandosi in comici cammei che, tra continui battibecchi per accaparrarsi il ranking più alto, svelano la natura reale delle celebrità bidimensionali ritratte dal grande divo della pop art.
In venti minuti questa slot machine in 3D sforna una dozzina di personaggi, dalla luttuosa ed elegantissima Jackie Kennedy all’ineducato guerrafondaio John Wayne. E le tre attrici, in questo spettacolo dal ritmo discotecaro, vorticoso e frenetico, sembrano non potersi fermare mai. Le icone in carne ed ossa non solo si incontrano tra loro, scambiandosi idee e punti di vista, ma permettono al pubblico di entrare in contatto con un’arte viva, dialogante, non più statica e immobile. È la stessa vita come opera d’arte ad essere raccontata al pubblico, una vita che sa dimenticare il personale sfacelo grazio allo sfavillare delle luci strobo. Una bella prova attoriale per uno spettacolo spregiudicato e divertente che, attraverso Warhol, sottolinea come la nostra società viva ancora immersa – forse inconsapevolmente – alla ricerca della polvere di diamante, come nella Silver Factory.

Camilla Fava

foto DissolvenzeLab (Diego Cantore – Jo Fenz – Bianca Vignato)

 

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